"Lo sapevamo: forse moriremo tra un’ora, forse tra due giorni. Ma almeno è una morte dolce". Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 Ottobre, ha raccontato nell’ultima puntata di Scanner Live la sua esperienza nella traversata del Mediterraneo centrale. "I bambini urlavano, chiedevano aiuto, ma era il periodo della legge Bossi-Fini: se un peschereccio tentava di salvarti, veniva accusato di favoreggiamento dell’immigrazione". Alla fine, l’imbarcazione venne respinta. La guardia costiera maltese riconsegnò i migranti a quella libica. "Meglio lasciarci morire in quel mare, se tornavamo indietro dovevamo marcire in quel lager". Il suo è solo uno dei tantissimi casi di persone che tentano di attraversare il mare per arrivare in Europa. In decine di migliaia di casi il viaggio finisce con la morte, mentre gli Stati europei rifiutano di intervenire.