Il video dei saluti romani e dei cori fascisti in stazione a Bologna: «I tifosi del Verona hanno …

di Furio Piccione

Il video dei saluti romani e dei cori fascisti in stazione a Bologna: «I tifosi del Verona hanno …

| martedì 10 Mar 2026 - 13:58

Il consigliere comunale Detjon Begaj segnala il video condiviso dai portali ultrà: «Sono e sarò sempre per le trasferte libere ma l’estrema destra infesta gli stadi italiani»

Guarda il video su Corriere: https://video.corrieredibologna.corriere.it/il-video-dei-saluti-romani-e-dei-cori-fascisti-in-stazione-a-bologna-i-tifosi-del-verona-hanno-offeso-la-citta-denuncia-di-coalizione-civica/06bc15e3-66c5-4118-b14e-29391b4dfxlk

Un video, girato in stazione a Bologna, domenica 8 marzo, poco prima della partita di calcio tra Bologna ed Hellas Verona e pubblicato sul profilo Facebook Portale Ultras, che mostra gli ultras del club ospite dei rossoblù tra braccia tese e cori: «Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà. Se non trionfa sarà un macello col manganello e le bombe a man. Duce, Duce, Duce…». E non solo. Scene che hanno creato sdegno e che sono state portate lunedì 9 marzo in consiglio comunale dal consigliere di Coalizione civica Detjon Begaj: «Uno scempio assoluto», le ha definite. Le immagini mostrano appunto «gli ultras del Verona, notoriamente di orientamento nazifascista, sfilare scortati dalle forze dell’ordine dentro la stazione di Bologna», sempre il consigliere, all’altezza del piazzale Ovest, fare il saluto romano, «scandire cori inneggianti il Duce e Hitler», ma anche sbeffeggiare tutti i bolognesi e i tifosi avversari con un «rossi di mer…» ripetuto più e più volte. «Penso sia un oltraggio alla memoria della città – ha aggiunto Begaj –, che va definito per quello che è, avvenuto nel luogo della strage del 2 agosto 1980». Attentato di cui è stata riconosciuta proprio la matrice neofascista. «Sono sempre stato e sarò sempre per le trasferte libere, perché certi divieti ritengo vengano applicati per uccidere il tifo e il calcio e costringere le persone a stare incollate davanti alla tv pagando gli abbonamenti – sempre il consigliere di Coalizione civica –, però il nazifascismo è un cancro dentro e fuori gli stadi». Poi, da queste considerazioni, una domanda rivolta a Roma e al governo guidato dalla premier Giorgia Meloni: «Mi chiedo cosa ne pensino i ministri e i partiti che governano il Paese, sempre molto attenti a commentare, condannare e reprimere però sempre a senso unico». Nel video citato da Begaj si vedono appunto numerose braccia tese e, tra i cori, si sente anche: «Me ne frego è il nostro motto, me ne frego di morire, me ne frego di Togliatti e del sol dell’avvenire. Se il sol dell’avvenire è rosso di colore, me ne frego di morire sventolando il tricolore. Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà. Se non trionfa sarà un macello col manganello e le bombe a man. Duce, Duce, Duce…».

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