C’è un video, apparso online nelle ultime ore, che cattura l’istante preciso in cui la spensieratezza di una domenica di Pasqua trascorsa al Lago di Braies si trasforma in terrore puro. Le immagini restituiscono il fermo immagine di un paradosso: un sole primaverile caldissimo che bacia le Dolomiti e decine di persone che, ignorando i cartelli e il buon senso, passeggiano, giocano con lo slittino e scattano selfie sulla superficie ghiacciata dell’hotspot già meta di overtourism.
Ma la carrellata panoramica del video si sposta da destra verso sinistra svelando la fragilità di quel palcoscenico bianco: una voragine scura si è aperta nel ghiaccio a pochi metri dalla riva. Immersa fino alle spalle, nell’acqua gelida, una figura vestita da neve si sbraccia per chiedere aiuto. Poche decine di metri più in là, verso il centro del bacino, si aggrava il bilancio a causa della concitazione di soccorsi improvvisati: un uomo cade in una seconda apertura del ghiaccio nel tentativo di raggiungere la prima buca, seguito a ruota da un terzo che sprofonda e riemerge a fatica. In totale, saranno cinque le persone a finire nelle acque gelide di Braies, tra cui due minorenni.
