«Gli esperti hanno deciso di no, quindi non ci sarà un nuovo trapianto. Però, finché mio figlio respira, è vivo, quindi non lo lascio». Patrizia dimostra una forza d’animo che solo una mamma può avere.
Ieri ha trascorso l’intera giornata all’ospedale Monaldi di Napoli, accanto a suo figlio Domenico. Lo ha visto da un vetro, è stata accanto a lui, ha sperato fino all’ultimo, in un’altalena di emozioni che, in meno di 24 ore, l’ha portata dalla nuova speranza di salvezza alla delusione, dalla possibilità di un secondo trapianto di cuore alla triste realtà di un parere negativo, dall’attesa alla rassegnazione.
Ha pregato insieme al cardinale Domenico Battaglia, che è stato accanto a lei e al bambino. «Mi ha chiamato di nuovo anche in serata e mi ha detto che verrà tutti i giorni qui a pregare con me» ha detto mamma Patrizia.
Purtroppo, però, secondo il pool di esperti, il piccolo Domenico non riuscirebbe a sopravvivere ad un nuovo intervento e resta in vita solo grazie ad un macchinario che ne danneggia progressivamente gli organi. «Non so se chiederemo altri pareri. Adesso la testa è da un’altra parte, poi parlerò con il mio avvocato e valuteremo» ha detto ieri sera, al termine della giornata forse più lunga dal 23 dicembre.
