La polizia in tenuta antisommossa è intervenuta caricando e lanciando lacrimogeni. Altri momenti di tensione con tre ragazzi arrestati e un fitto lancio di oggetti
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Pilastro senza pace. Prima lo sgombero all’alba del cantiere occupato del futuro Museo dei bambini poi, al termine di una giornata di tensioni, l’epilogo serale: dopo l’assemblea di comitati e attivisti, una ventina di ragazzi del quartiere ha deciso di passare all’azione, nonostante i tentativi degli «anziani» di dissuaderli. I più «duri» sono saltati sui jersey di cemento appena posati a protezione dell’area e hanno cominciato a buttare giù le cancellate anch’esse appena montate, aprendo un varco.La polizia in tenuta antisommossa è intervenuta caricando e lanciando lacrimogeni. Altri momenti di tensione con tre ragazzi arrestati e un fitto lancio di oggetti, tra cui pali di legno e una sedia, sugli agenti chiusi a testuggine. Alcuni giovani sono stati medicati sul posto per le manganellate ricevute. «Come comitato non abbiamo mai dato nessuna indicazione (di agire in questo modo, ndr) ma se militarizzi un intero quartiere poi le reazioni possono essere imprevedibili, soprattutto dalle fasce più giovani e soprattutto se gestisci qualsiasi cosa solo con la repressione», le parole a caldo della portavoce dei Mubasta. Gli attivisti, che si erano riuniti in assemblea alle 18.30, prima dei nuovi disordini, hanno dato appuntamento nella mattina di martedì 3 marzo davanti alla Dozza, dove sono detenuti gli altri tre ragazzi arrestati in mattinata. E soprattutto al 12 marzo quando intendono dare vita a un corteo per tutto il quartiere.
