“Lotto è un grande sperimentatore e ci porta dentro la scena, nell’intimità del Natale” spiega Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano e co-curatrice della mostra. La scena si svolge all’interno di una semplice stalla, in un’ambientazione notturna, che l’artista riprende dai modelli nordici che circolavano in quegli anni a Venezia e in generale nell’Italia settentrionale. Maestro nella sperimentazione delle potenzialità della luce, Lotto ricorre a una doppia fonte luminosa: la prima è l’alone generato dal Bambino, che si diffonde sui visi e sugli abiti degli altri personaggi, per poi riflettersi anche sugli oggetti sparsi attorno a loro; la seconda è la fiamma del focolare in secondo piano, dove la levatrice scalda i panni. “Dall’opera emerge l’abilità di Lotto nel costruire un’ambientazione intima e domestica, dove gli strumenti di lavoro di Giuseppe e gli oggetti di casa si uniscono ai gesti affettuosi e spontanei dei personaggi, tra cui si innesca anche un sottile gioco di sguardi” spiega Righi “L’iconografia è particolare, non parla esattamente del Natale ma è il bagno del bambino ad essere in primo piano”.
‘La natività’ di Lorenzo Lotto si può ammirare al museo Diocesano di Milano fino al 1 febbraio 2026, in prestito dai Musei Nazionali di Siena per l’iniziativa Un Capolavoro per Milano. Opera fra le più suggestive di Lorenzo Lotto (Venezia 1480 circa – Loreto 1556 circa), artista definito “il genio inquieto” del Rinascimento per la sua straordinaria originalità, la Natività ha un’iconografia inconsueta e un significato che rimanda ai Vangeli apocrifi. “
È un’opera molto speciale con tanti significati, un quadro che ne contiene dieci” spiega Axel Hémery, direttore dei Musei Nazionali di Siena e co- curatore della mostra. Orari: martedì – domenica, ore 10.00-18.00. Biglietti: €9 intero, €7 ridotto, €23 famiglia (2 adulti+max 4 giovani 7-18 anni), ridotto speciale under 25 €4.
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