In occasione della del 21 marzo, l’associazione CoorDown – che ci ha abituati a campagne geniali e di respiro internazionale – ha iniziato a diffondere il video della nuova campagna, focalizzata sul linguaggio: “Cosa accade quando usiamo le parole della disabilità per offendere o far ridere?”
La cifra è sempre la stessa, quella alla quale ci hanno abituato da un po’. Lo strumento scelto è quello del video, il protagonista è un attore di 19 anni con sindrome di Down, il tema è inquadrato in una prospettiva storica che riesce leggera e accattivante ma al tempo stesso sa restituire l’urgenza del cambiamento, i linguaggi sono universali: lo è da sempre l’ironia, lo è da tempo l’inglese.
Da qui la campagna intitolata “Just evolve“, vale a dire “Evolvi e basta“, perché l’uso distorto e offensivo di alcune parole della disabilità diventi definitivamente desueto. Proprio per questo il video racconta con verità e ironia alcune abitudini del passato che oggi troveremmo assurde e crudeli oltre che sbagliate: lavare il bucato con l’urina, usare il pelo di topo per le sopracciglia finte, vendere la moglie al mercato.
Leggi l’articolo completo di Giambattista Anastasio su quotidiano.net/luce
Segui Quotidiano Nazionale su:
• Facebook: https://www.facebook.com/QuotidianoNazionale
• Instagram: https://www.instagram.com/quotidiano_nazionale/
• Twitter: https://twitter.com/qnazionale
• Telegram: https://t.me/quotidianonazionale
• Tiktok: https://www.tiktok.com/@quotidianonazionale
