«Lo chef è un artista, un creativo, uno stand-up comedian; il pasticcere invece è un designer, si muove dentro gabbie più rigide fatte di matematica, di fisica, di chimica. Noi siamo molto più formali». Non a caso, prima di diventare garzone clandestino in un laboratorio di pasticceria alla periferia di Milano, dove impastava all’alba per due euro l’ora prima di infilarsi giacca e cravatta correre in ufficio, Federico Cadario era direttore marketing in una grossa azienda tecnologica.
