Leonardo Bove ha 16 anni e pronuncia una frase che vale più di tutto quello che gli è successo: «La mia vita l’ho vista sfuggire una notte e non voglio più perderla». Dopo oltre sei mesi e mezzo di ricovero, è tornato a casa. Le giornate sono ancora fatte di medicazioni e fisioterapia, altre operazioni che lo aspettano ma Leonardo guarda avanti. «Mi chiedo anch’io come ho fatto, sono stati mesi lunghissimi» spiega all’Ansa.
Di Crans-Montana non vuole parlare: «La voglio cancellare dalla mia vita, non ci tornerò più». E di chi è accusato della strage dice: «Sui Moretti non penso niente, non mi interessano, mi interessa solo la mia vita – aggiunge- dico solo che dovrebbero prendersi le loro responsabilità, sono un uomo e una donna adulta: si sono presi la responsabilità di aprire un locale, devono prendersi la responsabilità anche per quello che è successo».
Leo preferisce pensare a quel che ha ritrovato. Gli amici, in particolare i compagni inseparabili, con cui ha condiviso lo strazio di quella notte. Francesca, Kean, Sofia: oggi tutti sono tornati a casa e questo è l’importante. E poi c’è lo stadio, la sua Inter. Fra poco la scuola. E soprattutto il pallone. «Tempo un anno rimetto a posto pelle e articolazioni e torno a giocare» assicura. Del resto, la Scarioni aspetta a braccia aperte il ritorno del suo capitano.