L’esame dei ragazzi della prof Chiara Guerra, uccisa dal nipote: “Sarebbe orgogliosa di noi”

di Furio Piccione

L’esame dei ragazzi della prof Chiara Guerra, uccisa dal nipote: “Sarebbe orgogliosa di noi”

| mercoledì 17 Giugno 2026 - 17:43

«Difficile dire: riposa in pace. Nessuno merita un trattamento del genere. Hope your soul take the way for peace (Spero la tua anima segua la via della pace)». È un nuovo messaggio scritto a penna su un pezzo di carta e inserito in una piccola cornice, lasciato davanti all’abitazione della professoressa Chiara Guerra. È apparso vicino a una candela, accanto ai fiori e ai messaggi che gli alunni della prof di italiano avevano iniziato a portare domenica, insieme ai grandi cartelloni celesti con le dediche all’amata docente da parte dei ragazzi di seconda e terza media. Proprio quelli dell’ultima classe, la terza A della secondaria «Giuseppe Toniolo» di San Stino, hanno sostenuto martedì 16 giugno la parte orale dell’esame.
Non c’era il volto rassicurante e fiero della loro insegnante ad accompagnarli, ma come avevano promesso nelle poche righe scritte sul cartellone dedicatole, gli studenti hanno cercato di fare una buona prova affinché lei potesse essere orgogliosa dei suoi «papabili», come li chiamava.
Scherzava Chiara Guerra, anche prima delle interrogazioni, per far capire che tutti potevano essere interrogati e quindi era necessario essere preparati. Un appellativo, «i papabili» che poi è diventato anche il nome della squadra di pallavolo della terza A, stampato sulla maglietta blu e adesso, per sempre, nei loro cuori. Un’insegnante apprezzata, la prof d’italiano, ben voluta, autorevole e stimata. A detta di tutta San Stino l’educatrice è stata molto di più che una semplice insegnante per diverse generazioni: lei per loro c’era sempre.

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