«Esprimo la mia più ferma e indignata protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di Unifil in Libano meridionale. Un convoglio logistico del contingente italiano, in movimento da Shama verso Beirut, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento esplosi dalle IDF a circa due chilometri dalla base di partenza». Lo ha scritto su X il ministro della Difesa Guido Crosetto. E il ministro degli Esteri Antonio Tajani annuncia di «aver dato indicazioni di convocare l’ambasciatore israeliano». In serata una nota del presidente del Consiglio Giorgia Meloni «esprime la ferma condanna per quanto accaduto oggi nel sud del Libano dove un convoglio italiano appartenente a UNIFIL, e chiaramente individuabile come tale, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell’esercito israeliano».
Afferma la premier: «I militari italiani sono presenti in Libano sulla base di un mandato ricevuto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e agiscono nell’interesse del mantenimento della pace. È quindi del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’ONU sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.
