Tra la spiaggia e l’abitato c’è un muro di cemento. Tra uno stabilimento balneare e l’altro ci sono cancelli di ferro che in inverno vengono chiusi per proteggere il paese. Ma lo scorso cinque ottobre tutto questo non è bastato. E il mare – che quel giorno ha fatto danni in diverse località del litorale ravennate – qui è entrato nel parcheggio retrostante e nel parco pubblico. A Lido di Dante gli effetti dell’erosione costiera, causata dall’incontro di fattori come l’innalzamento dei mari e la subsidenza – si vedono più che altrove. La duna ‘invernale’ realizzata a protezione degli stabilimenti balneari è in parte ’mangiata’ e si interrompe per qualche metro davanti al Bagno Smeraldo. Qui l’acqua se l’è portata via.
"Noi siamo sempre in apprensione – racconta Andrea Scarabelli, memoria storica della località e presidente della Pro Loco -. Quando è prevista burrasca o c’è allerta meteo per mare, le persone mi chiedono se sono andato a controllare, se ho fatto un giro per vedere se è tutto a posto. In molti ricordano la mareggiata del 2015, quando l’acqua arrivò in centro. O il 2018, quando la pineta Ramazzotti, essendo più bassa del livello del mare, era diventata un vero e proprio scivolo per l’acqua".
Ed è passeggiando verso Sud lungo la battigia che gli effetti di subsidenza e intrusione del cuneo salino si fanno visibili anche sulla pineta. Dietro alla spiaggia, i pini portano segni di sofferenza: in gran parte sono secchi o caduti. "Nei punti più bassi, poi, a macchia di leopardo, ci sono interi avvallamenti dove sono scomparsi – dice Scarabelli, indicando un’area dove è rimasto solo qualche tronco rinsecchito -. Per non parlare dell’area che taglia in due la pineta per l’ingressione del mare".
Video e articolo di Lucia Bonatesta ✍🏻
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