Il candidato alle primarie per il sindaco di Milano in prima fila alla manifestazione a Milano. Sulle scontri del 17 ottobre: «Io difendo i ragazzi che si sono presi le botte, punto».
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Lorenzo Pacini, candidato alle (eventuali) primarie per la scelta del sindaco di Milano, sabato 24 era in prima fila alla manifestazione degli studenti milanesi. Mentre era in corso il confronto tra i manifestanti e le forze dell’ordine sulla destinazione del corteo ha risposto alle nostre domande.Lei è in prima fila con gli studenti.«Sì, sono in prima fila anche per un compito istituzionale: questo è il nostro territorio, un municipio».Gli studenti vogliono andare in piazza Leonardo da Vinci, ma è troppo lontana. Non riescono a trovare un accordo con i poliziotti.«In questo momento stanno interloquendo i manifestanti e i dirigenti della polizia. Noi siamo qua apposta per evitare che qualcuno si faccia male e per risolvere al meglio questa situazione».Il centrodestra l’ha accusata perché il 17 ottobre lei ha difeso chi rompeva le vetrine.«No, io ho difeso chi ha preso le botte da parte della polizia ed è stato ricoverato in ospedale per diversi giorni per manganellate in faccia».Invece condanna chi ha spaccato le vetrine e chi ha rubato?«Ma non è una questione di condannare o no, io difendo i ragazzi che si sono presi le botte, punto».Il centrodestra le chiede una parola di condanna.«Ma io non rispondo alle richieste del centrodestra. L’unica persona da cui prendo ordini è mia madre, figuriamoci se prendo ordini dal centrodestra».E sua madre viene con lei in manifestazione?«No, mia madre non è di centrodestra».