«Abbiamo trovato una risposta all’autismo». Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato domenica, durante la cerimonia commemorativa per Charlie Kirk, la conferenza prevista per lunedì alle 16 (le 22 ora italiana), definita «uno degli incontri stampa più importanti della mia presidenza». La novità, anticipata giorni fa dal Wall Street Journal, riguarda il consumo di Tylenol in gravidanza (un antidolorifico da banco che contiene paracetamolo), che secondo l’amministrazione Trump potrebbe far aumentare il rischio di autismo nei nascituri.
Un altro punto del documento riguarderebbe il leucovorin, un farmaco antitumorale che deriva dall’acido folico (vitamina B9), citato come possibile «terapia» per l’autismo. Il leucovorin vene utilizzato per ridurre gli effetti tossici del metotrexato e di altri farmaci antagonisti dell’acido folico. Alcuni studi sulla somministrazione del medicinale a bambini con autismo avrebbero mostrato «notevoli miglioramenti nella loro capacità di parlare e di comprendere gli altri», sottolinea il Dipartimento della Salute Usa. Il problema dell’autismo è particolarmente sentito nel Paese: secondo i Centers for disease control and prevention (Cdc), nel 2022 un bambino statunitense di 8 anni su 31 ha ricevuto una diagnosi dello spettro autistico (nel 2000 uno su 150).
