Margaret Thatcher, Lady di Ferro

di Redazione

Margaret Thatcher, Lady di Ferro

| giovedì 03 Mag 2018 - 00:01
Margaret Thatcher, Lady di Ferro

3 maggio 1979 – Nel Regno Unito, attraversato da una profonda crisi economica, le elezioni vengono vinte dal Partito Conservatore: Margaret Thatcher diventa la prima donna a guidare il governo di un Paese europeo.

Politica inglese, ex Primo Ministro britannico

DATA DI NASCITA
Martedì 13 ottobre 1925

LUOGO DI NASCITA
Grantham, Inghilterra

SEGNO ZODIACALE
Bilancia

DATA DI MORTE
Lunedì 8 aprile 2013 (a 87 anni)
Londra, Inghilterra
per Alzheimer

 

Margaret Thatcher fondò la sua politica sull’idea che “la società non esiste. Ci sono solo individui, uomini e donne, e ci sono famiglie”. La “purga thatcheriana” consistette quindi in sostanza nella deregolamentazione di lavoro e mercati del capitale, nella privatizzazione di quelle industrie nazionalizzate che lo stato britannico aveva assunto come risultato della guerra, della depressione economica e dell’ideologia socialista. Il risultato? Ha dichiarato lei stessa (e d’altronde confermano, secondo gli analisti, i dati macroeconomici): “Abbiamo ridotto il deficit governativo e abbiamo ripagato il debito. Abbiamo fortemente tagliato la tassa sul reddito di base e anche le tasse più alte. E per far ciò abbiamo saldamente ridotto la spesa pubblica come percentuale del prodotto nazionale. Abbiamo riformato la legge sui sindacati e i regolamenti inutili. Abbiamo creato un circolo virtuoso: tirando indietro il governo abbiamo lasciato spazio al settore privato e così il settore privato ha generato più crescita, il che a sua volta ha permesso solide finanze e tasse basse“.

Il suo agire politico, insomma, si basa sull’assunto liberista che: “il governo può fare poco di buono e molto che invece fa male e quindi il campo di azione del governo deve essere tenuto al minimo” e che “è il possesso di proprietà che ha un effetto psicologico misterioso ma non per questo meno reale: il prendersi cura del proprio offre un addestramento nel divenire cittadini responsabili. Il possedere una proprietà dà all’uomo indipendenza contro un governo troppo invadente. Per la maggior parte di noi i nodi della proprietà ci costringono entro doveri che altrimenti potremmo scansare: per continuare con la metafora ci impediscono di cadere nell’emarginazione. Incoraggiare la gente ad acquistare proprietà e risparmiare è stato molto di più di un programma economico“. È stata, infatti, “la realizzazione di un programma che ha posto termine ad una società ”basata su una sola generazione”, mettendoci al suo posto una democrazia fondata sul possesso di capitale“.

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