Mattia Coffetti ha 35 anni e cinque chip sottopelle che usa per aprire le porte, pagare (è il primo in Italia a farlo) e archiviare documenti. A Fanpage.it racconta la sua vita da biohacker e il sogno di sfruttare questa filosofia di pensiero per migliorare la ricerca medica.
Ha deciso di farsi impiantare il primo chip nel 2019 e poi ha continuato con nuovi dispositivi. L’applicazione è semplice: "Basta andare da un uno studio di piercing. Non fa male. Sembra quasi un pizzicotto".
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