«Buon pomeriggio. Le bugie che mi collegano al vergognoso Jeffrey Epstein devono finire oggi». Melania Trump è apparsa in tv alle 14.30 di ieri ora di Washington, le 20.30 in Italia, in diretta dalla Casa Bianca. Nessuno, nei media, conosceva l’argomento in anticipo: si pensava che volesse promuovere una sua iniziativa benefica. Il marito lo sapeva? Non era immediatamente chiaro, ieri: di sicuro la first lady ha un proprio ufficio stampa e può comunicare in autonomia (anche se l’ala est, dove c’era il suo ufficio, è stata demolita per far spazio alla futura sala da ballo).
Melania ha ripetuto di non aver nulla a che fare con Epstein o Ghislaine Maxwell, e ha chiesto al Congresso di far parlare le vittime di Epstein sotto giuramento durante un’audizione ufficiale. Ha poi fatto «postare» il video integrale sul sito ufficiale della Casa Bianca e sul suo Twitter/X governativo.
Perché questa scelta, e perché proprio ieri? È stata una decisione sorprendente perché Melania appare in modo estremamente periferico negli Epstein files finora pubblicati: c’è una sua risposta a una email di Ghislaine Maxwell, ma è uno scambio generico e non compromettente. Nel discorso di circa cinque minuti, senza rispondere a domande, ha negato di essere amica di Epstein, ha ripetuto che le circostanze nelle quali ha conosciuto il marito — una festa a New York nel 1998 — non hanno nulla a che fare con Epstein e sono già state raccontate da lei nel suo libro autobiografico, «Melania».
