Dopo l’altolà di Mattarella, Giorgia Meloni fa chiarezza sul destino del decreto sicurezza. La parte sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri volontari sarà modificata attraverso un correttivo che il Consiglio dei ministri approverà domani. Ma l’impianto normativo non sarà toccato. “Stiamo raccogliendo i rilievi tecnici che sono arrivati dal Quirinale e dagli avvocati – fa sapere la premier, interpellata al Salone del Mobile di Milano – li trasformeremo in un provvedimento ad hoc, ma la norma rimane perché è una norma di assoluto buon senso. Io non lo considero nessun pasticcio”.
Meloni difende la misura fortemente voluta da FdI e Lega che ad ora prevede 615 euro da elargire tramite il Consiglio Nazionale Forense ai legali che convincano i migranti a tornare nel proprio Paese. “Non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi, che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato”, incalza la premier. “Mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d’accordo, è uno strumento che l’Europa ci chiede di intensificare e che continuiamo a portare avanti, e infatti stiamo lavorando per rafforzarlo…”.
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