Ennesimo attacco russo alle istituzioni italiane. Questa volta è il famoso conduttore televisivo Vladimir Solovyev, insignito dell’Ordine d’Onore russo da Vladimir Putin, a formulare pesanti e violenti insulti contro il capo del governo italiano.
Con un’escalation di rara durezza e volgarità, il conduttore vicino alle posizioni del Cremlino, nel corso di una puntata del programma Polnyj Kontakt si è espresso in italiano con parole bollate come «vergognose» da tutta la politica italiana, definendo la premier «una fascista, bestia naturale, idiota patentata, una cattiva donnuccia» e addirittura arrivando ad apostrofarla come «PuttaMeloni».
Ma non solo, con un affondo che a memoria d’uomo è inedito nei confronti di un capo di Stato o di governo, il conduttore ha continuato così: Meloni è «una vergogna della razza umana. Il tradimento è il suo secondo nome: ha tradito Trump al quale precedentemente aveva giurato fedeltà». Poi il conduttore ha proseguito in russo: «L’Europa è entrata in guerra diretta con noi, lo abbiamo sentito da Merz. Questa Meloni, carogna fascista, che ha tradito i propri elettori candidandosi con slogan ben diversi…». Per concludere in modo apodittico: «Questa è una realtà vera».
La reazione italiana è stata quasi immediata, subito dopo l’uscita delle agenzie di stampa la Farnesina, per l’ennesima volta, ha convocato per chiarimenti l’ambasciatore: «Ho fatto convocare al ministero l’ambasciatore Paramonov per esprimere formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni del conduttore Solovyev sulla televisione russa nei confronti del presidente del Consiglio, alla quale va tutta la mia solidarietà e vicinanza», scrive poco dopo le 18 su X il Antonio Tajani.
E in serata interviene anche Giorgia Meloni, che risponde in questo modo alle offese ricevute: «Un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada. Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini».
