Per una vita intera ha scelto il silenzio. Elisa Perini, nata a Povegliano Veronese il 27 febbraio 1922, non raccontò mai nemmeno alla figlia di essere stata internata in Germania. Non disse di quel 18 dicembre 1943, quando fu catturata dai tedeschi e deportata in un campo di internamento vicino a Berlino. Non spiegò come riuscì a fuggire, a salvarsi, ad arrivare fino in Belgio. Non rievocò mai la casa di Verona crollata sotto le bombe, la fatica di ricominciare a La Prà, il ritorno a Charleroi. Tutto rimase sepolto dentro di lei, protetto da un muro di riservatezza. A svelare la sua vicenda, cinque anni dopo la sua morte, è stato l’incontro inatteso della figlia, Marie Rose Rossetti, 74 anni, con lo storico Renzo Perina.
