A Storie Italiane un residente mette in dubbio la dinamica della morte: «Le chiavi dell’ascensore sono accessibili a tutti»
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«Da un punto di vista tecnico, penso sia difficile che la sua morte sia stata un incidente, perché tra l’ascensore e la rete di sicurezza c’è pochissimo spazio, quindi come ha fatto a cadere sotto la tromba dell’ascensore?». Così ha esordito ai microfoni di Storie Italiane su Rai1 con Eleonora Daniele, un inquilino del palazzo in cui il 6 settembre 1999 venne trovato il corpo senza vita di Paolo Ungari, professore ed ex presidente della Commissione Diritti dell’Uomo.«L’ascensore è stato poi sostituito», ha aggiunto, «ma gli spazi sono minimi. La vedo un po’ difficile che sia sceso e poi si si è infilato sotto. Mesi dopo, sono stato chiamato dal pm per essere interrogato sono andato e gli ho raccontato queste cose». Le sue dichiarazioni tuttavia, non sembrano essere agli atti: ”Mi ricordo che ci furono parecchi sopralluoghi da parte della scientifica per fare le indagini. Furono interrogati un po’ tutti nel palazzo e in particolar modo, abitando io al piano terra, sono stato convocato e interrogato più volte”. E ripercorrendo quei giorni, ha ricordato: “Vivevo qui con mia figlia piccola di quattro anni e tornando da fuori, nei primi di settembre, ho visto un via vai di persone. Mi dissero che erano della polizia, erano in borghese. Intorno alle due-tre di notte mi hanno bussato alla porta e mi hanno chiesto se avevo a disposizione una sedia per trasportare un cadavere, perché era caduto una persona sotto l’ascensore ed era morta”. Sul mistero delle chiavi, ha concluso: “In genere le chiavi dell’ascensore sono in uno sportello vicino, potrebbero essere accessibili a tutti. Però non so se all’epoca stavano lì o meno, stiamo parlando di 25 anni fa. Se conosco un certo ‘Pippo’? Conoscevo tutti quelli che abitavano nel palazzo, sono passati un po’ troppi anni e questo nome non me lo ricordo. C’era spesso un via vai di persone o riunioni”. Immagini Raiplay.
