È morto Ratko Mladic, il generale serbo responsabile del massacro di Srebrenica, in Bosnia. Aveva 84 anni e si trovava in carcere all’Aja, dove stava scontando l’ergastolo. Mladic era stato condannato dalla Corte penale internazionale per il genocidio compiuto in Bosnia. Era malato da tempo, e negli ultimi anni era stato colpito da un ictus e da un infarto.
Il figlio Darko aveva chiesto che venisse scarcerato, date le sue condizioni di salute. «I medici dell’Aja», aveva detto, «m’hanno spiegato che è alla fine. Io penso che lasciarlo in carcere non sia umano: il generale ha 83 anni, non c’è pericolo di fuga…». La richiesta di scarcerazione era stata respinta più volte, l’ultima delle quali questa mattina, dalla presidente del Meccanismo internazionale residuale per i tribunali penali, Graciela Gatti Santana.
Certo, Mladic respirava male da tempo, aveva un pacemaker e i reni andati. Ma «i motivi umanitari addotti non giustificano una misura eccezionale come la scarcerazione anticipata», ha ribadito poche ore prima della sua morte la corte de L’Aia.