Muore e invita tutti alla cena dopo il funerale: «Festeggiate, ridete e brindate alla mia memoria»

di Furio Piccione

Muore e invita tutti alla cena dopo il funerale: «Festeggiate, ridete e brindate alla mia memoria»

| lunedì 23 Mar 2026 - 19:28

«Fate una bella festa nel giorno del mio funerale, brindate alla mia memoria e divertitevi. Se qualcuno non ride, vengo io a tirarlo per i piedi». Sono le ultime volontà, come racconta la sorella Francesca, di Francesco Guerrera, morto mercoledì scorso 18 marzo per un male incurabile, a soli 54 anni.

Volontà che verranno puntualmente rispettate, dice lei, mercoledì prossimo 25 marzo a San Giovanni Valdarno, provincia di Arezzo, nel ristorante gestito dalla famiglia, subito dopo la cerimonia funebre, con un buffet cui sono invitati gli intimi, parenti ed amici.

Il locale, Da Giovannino, nel cuore della cittadina, era tutta la vita di Francesco Guerrera, che ci ha lavorato a tempo pieno fino a Capodanno, prima che si scoprisse la malattia fulminante che lo ha ucciso. «È stato allora – spiega ancora la sorella- che lui ha cominciato ad avvertire i primi sintomi, purtroppo il male era già in fase troppo avanzata, mio fratello ha trascorso le ultime settimane con la consapevolezza che lo attendeva la morte, ma fino all’ultimo non ha mai dato segni di cedimento, semmai era lui che ci incoraggiava. Se ne è andato proprio di mercoledì, il nostro giorno di chiusura, e forse è un altro segno del suo attaccamento al lavoro».

Un periodo, quello della malattia terminale che Francesco ha trascorso in una clinica fiorentina e nel corso del quale ha avuto la lucidità di esprimere a mamma e sorella, che con lui gestivano il ristorante, questo ultimo desiderio, un po’ dissonante rispetto alle abitudini italiane del lutto, più abituale negli Stati Uniti, come forse qualcuno ricorderà da una scena famosa de Il Cacciatore, dove un gruppo di amici di origine russa riprende un costume diffuso anche nell’Europa ortodossa.

La sorella non ha avuto dubbi nel dar seguito alla volontà di Francesco: «Eravamo molto legati, nonostante io fossi di alcuni anni più giovane, soprattutto dopo la morte di papà, durante il Covid, che ci aveva lasciato per intero la responsabilità del ristorante. Per lui sono sempre stata la sua sorellina».

Il fratello aveva pensato a tutto, compreso il conto corrente al quale attingere per pagare i funerali e la festa.

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