All’ingresso della villa, subito dopo il cortile, un diploma ingiallito rimasto attaccato al muro: "Miglior Boss del Mondo". Uno dei quei gadget che si possono trovare facilmente in cartoleria, ma, visto il contesto, la circostanza è sicuramente particolare: quella casa, costruita in modo completamente abusivo nel rione Amicizia, a Napoli, è stata di Salvatore Botta, detenuto, detto l’infermiere, che, secondo gli inquirenti, boss lo è davvero, e nell’accezione criminale del termine. E, in particolare, dell’Alleanza di Secondigliano: è ritenuto il contabile del clan Contini.
