Nato senza braccia in un Paese dove chi è disabile è lasciato ai margini della società, fin da bambino ha subìto il peso delle discriminazioni, da parte di coetanei e adulti; ma Abbas aveva un obiettivo che lo avrebbe portato lontano dalla violenza di Kabul, verso un futuro dove niente e nessuno sarebbe più riuscito a fermarlo.
Abbas Karimi è un campione paralimpico di nuoto originario dell’Afghanistan, che oggi gareggia nella squadra olimpica dei rifugiati, dopo essere scappato quando aveva solo 16 anni. Da quando si è piazzato al secondo posto ai Campionati mondiali di nuoto paralimpico, nel 2017, ha lavorato sodo per realizzare un sogno che, da solo, per lui valeva più di qualunque medaglia: partecipare a Tokyo 2020, sfidando i più forti.
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