Decine di delegati hanno lasciato l’aula dell’Assemblea Generale dell’Onu durante l’ingresso di Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano ha tenuto il suo discorso in un clima di forte contestazione, con cori pro-Palestina provenienti dalla sala.
Nel suo intervento, Netanyahu ha ripercorso l’attacco del 7 ottobre e la risposta israeliana: «I mostri di Hamas hanno ucciso sopravvissuti dell’Olocausto, hanno stuprato le nostre donne e ucciso bambini. Pensavano che ci avrebbero atterrito, invece abbiamo combattuto come leoni».
Parlando dell’Iran, il premier israeliano ha difeso la decisione di colpire il Paese: «Attaccare l’Iran è stata una delle decisioni più facili che abbia mai preso da premier. Se non lo avessi fatto saremmo tutti morti».
Netanyahu ha spiegato che l’obiettivo dell’operazione era «neutralizzare le capacità nucleari dell’Iran» e ha affermato che Israele combatte da tre anni una guerra su sette fronti, citando gli attacchi contro Hamas e Hezbollah.
Durante il discorso ha ringraziato il presidente statunitense Donald Trump, definendo la collaborazione tra Israele e Stati Uniti un’azione «per salvare la civiltà».
Ha inoltre criticato le accuse di colonialismo rivolte a Israele da Regno Unito e Francia, precisando che i coloni violenti rappresentano «un pugno di giovani teppisti».
Infine Netanyahu ha mostrato all’assemblea un dispositivo Starlink, dicendo di volerlo lasciare alla delegazione iraniana affinché, quando il popolo iraniano «inevitabilmente si ribellerà», possa raccontare liberamente la propria storia sui social media.
Il discorso all’Onu si è quindi svolto tra accuse, contestazioni e nuove dichiarazioni sul conflitto in Medio Oriente.
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