«Adozione nel pieno rispetto della legge. Io mai indagata in Uruguay. Indebita esposizione mediatica per mio figlio. Violati i principi a tutela dei minori». Nicole Minetti parla per la prima volta della vicenda che la riguarda. La ex consigliera della Regione lombardia – condannata a complessivi 3 anni e 11 mesi per induzione alla prostituzione e peculato nei processi Ruby bis e Rimborsopoli – aveva ricevuto la grazia per ragioni umanitarie, in virtù delle condizioni di salute di un familiare minore.
Un’inchiesta del «Fatto Quotidiano» racconta però che l’adozione del bambino in questione sarebbe maturata in un contesto non chiaro, di povertà, risvolti oscuri e possibili irregolarità. A quanto si apprende da fonti sanitarie, poi, non ci sarebbe traccia del minore affidato all’ex igienista dentale nei database dell’ospedale San Raffaele di Milano. Notizie in seguito alle quali il Quirinale ha inviato una lettera al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in cui chiede di verificare ogni cosa. Ora è dunque atteso un nuovo parere sulla vicenda.
