"Un terremoto in maggioranza, no. Ma un mal di pancia, sì". Così, dentro Palazzo Marino, nei corridoi più vicini alla stanza del sindaco, si commenta il trambusto dopo la decisione di Beppe Sala di confermare il gemellaggio Milano-Tel Aviv.
La storia è semplice: Europa verde e pezzi di Pd, non marginali, c’è anche il segretario metropolitano, Alessandro Capelli, e Pier Francesco Majorino, che ora sta in Regione ma potrebbe candidarsi alle elezioni comunali, avevano chiesto al sindaco di Milano di interrompere il rapporto di collaborazione con Tel Aviv. Questione già affrontata qualche mese fa e messa da parte in consiglio comunale.
Sala anche stavolta non ha cambiato idea: Aveva appena sentito al telefono il sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, che gli ha inviato una lettera con cui gli chiedeva di confermare il gemellaggio.
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