Fiori, messaggi di cordoglio, lacrime. La processione in via Paolo Fabbri 43, quella che era la casa a Bologna di Francesco Guccini, non si è mai fermata.
Fino a tarda notte giovani, anziani e curiosi hanno deciso di omaggiare uno dei più grandi cantautori della musica italiana. Poi, già all’alba, ancora commozione, ceri e preghiere.
C’è chi ha portato un pacchetto di Marlboro rosse, chi una bottiglia di vino, chi una bombetta. “Grazie per esserci stato e per esserci per sempre”, “grazie di avermi fatto sentire vivo quanto tutto intorno era bruciato”, “la fiaccola che hai acceso non si spegnerà mai”, “è bello poter pensare che vivi in ognuno di noi”.
Via Paolo Fabbri, la trattoria da Vito, la Cirenaica. Un rione particolarmente caro a ‘il Maestro’. E ieri sera il quartiere è sceso in strada, omaggiando l’artista e intonando le sue canzoni davanti la casa, al civico 43, che diede vita anche all’omonimo album.
Cinquecento persone hanno cantato, seduto e in piedi davanti l’abitazione in cui Guccini ha trascorso una parte importante della sua vita. Da ‘La Locomotiva’ a ‘Venezia’, passando per ‘Vedi cara’ e ‘Autogrill’.
Quella casa che era già una meta turistica per omaggiare ‘il Maestro’, ora si è trasformata in una sorta di camere ardente a cielo aperto. “Grazie di essere esistito”. E anche stamattina le note di Guccini rimbombano dalle auto.
di Nicholas Masetti
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