Il cardinale Camillo Ruini fu «pastore saggio e sollecito del gregge di Cristo» che «per molti anni ha servito la Chiesa svolgendo con la stessa dedizione sia gli incarichi più umili sia quelli più gravidi di responsabilità che il Signore ha voluto affidargli, come sacerdote, Vescovo e Cardinale: nell’insegnamento, nello studio e nell’approfondimento teologico, nel servizio pastorale, nell’animazione giovanile, nell’ambito culturale, nella cura del laicato e delle vocazioni, nell’esercizio dell’autorità».
Così Papa Leone XIV ha descritto il porporato scomparso il 16 giugno scorso all’età di 95 anni, nel corso della sua omelia funebre durante la messa presieduta nella Basilica di San Pietro.
Un pastore, Ruini, ha poi detto il Papa, al quale «moltissimo gli deve la Chiesa in Italia, che ha servito per circa diciassette anni come Presidente della Conferenza Episcopale; – ha ricordato il pontefice – come pure la Diocesi di Roma, in cui per altrettanto tempo ha svolto il ministero di Vicario del Santo Padre».