"Il mondo è devastato da una manciata di tiranni". Leone XIV parla chiaramente e il suo è un messaggio durissimo rivolto a quelli che chiama "i signori della guerra che fingono di non sapere che basta un attimo a distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire". Parole che arrivano da Bameda, nel Camerum anglofono, seconda tappa del suo viaggio in Africa, un paese devastato da un conflitto che dura da quasi un decennio e ha causato migliaia di morti e più di 700 mila sfollati.
Per la visita del pontefice i separatisti hanno annunciato una tregua di tre giorni. Senza citarli esplicitamente Leone si rivolge ai leader che "fingono di non vedere che occorrono miliardi di dollari per uccidere e devastare, ma non si trovano le risorse necessarie a guarire, a educare, a risollevare". Un mondo che il pontefice definsce a rovescio, che ogni coscienza onesta deve ripudiare. "Guai a coloro che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri interessi militari, economici e politici, – avverte il Papa – trascinando ciò che è sacro nell’oscurità e nella sporcizia".
Oggi papa Leone celebrerà una messa nello stadio della capitale economica Douala, alla quale assisteranno 600 mila fedeli. Nel pomeriggio all’Università cattolica dell’Africa centrale si svolgerà l’incontro con il mondo universitario. Il suo viaggio in Africa proseguirà poi in Angola e Guinea Equatoriale.
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