La Procura Nazionale Antidoping italiana è nota per il suo rigore, quindi Rebecca Passler deve aver presentato carte davvero convincenti ai giudici sportivi romani per convincerli a revocare la sua sospensione cautelare per la positività al letrozolo, consentendole di partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina, con il rischio di aver concesso semaforo verde a un’atleta che dopo le gare potrebbe essere squalificata: la decisione riguarda infatti solo la sospensione cautelare e mancano i giudizi del Tribunale nazionale antidoping (Tna), che dovrà pronunciarsi sulla vicenda, ed eventualmente del Tribunale arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna.
Le carte presentate dall’avvocato dell’altoatesina sono quindi parse buone, il caso apparirebbe a prima vista del tutto simile a quello di Sara Errani che a fine processo è però stata squalificata per dieci mesi e privata dei risultati ottenuti.
Ma ecco la ricostruzione dell’atleta. Il 24 gennaio 2026, dopo aver partecipato con la Nazionale Italiana a una gara di Coppa del Mondo di biathlon a Nové Mesto (Repubblica Ceca), rientrava presso l’abitazione familiare, dove convive con i genitori e la sorella. Il 25 gennaio rimaneva a riposo presso il domicilio, consumando i pasti con i familiari. La mattina del 26 gennaio veniva sottoposta a controllo antidoping fuori competizione, che dava successivamente luogo a un riscontro analitico avverso.
