«È stato ucciso». Questa la conclusione a cui sono arrivati i carabinieri di Piacenza in merito alla morte dell’85enne Luigi Alberti. Il cadavere era stato rinvenuto lo scorso 25 ottobre in una villetta in via Giotto a Castel San Giovanni, dove la provincia di Piacenza confina con quella di Pavia, distante venti chilometri dal capoluogo di Piacenza.
Secondo gli investigatori, l’anziano è stato segregato e ucciso e per questo sono stati arrestati la moglie, l’81enne Giuseppina Decuzzi, e il figlio cinquantenne Giuseppe Alberti.
Dopo cinque mesi di indagini, gli inquirenti hanno chiuso il cerchio. Alle 5 del mattino del 30 marzo, i carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza e i militari della stazione di Castel San Giovanni, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Matilde Borgia del Tribunale di Piacenza su richiesta della procura. Pesanti le accuse.
Tra le 140 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare il pm Ornella Chicca non esita a definire la morte dell’85enne come «disumana». Per i fatti contestati, il figlio 50enne si trova ora al carcere delle Novate di Piacenza: è accusato di omicidio volontario aggravato, sequestro di persona e maltrattamenti.
