«Non oso immaginare come sarebbero potute andare le cose». In pochissime parole il professor Antonio Muzzupappa riassume i momenti che hanno cambiato la sua vita, sconvolgendo la routine di una lezione di storia apparentemente come tante all’Itis Paleocapa di via Gavazzeni, a Bergamo.
Lunedì mattina un ragazzo di 19 anni dell’istituto tecnico Quarenghi si è introdotto al Paleocapa e ha raggiunto la classe prima al terzo piano dove Muzzupappa, in servizio in via Gavazzeni dal 2011, stava facendo lezione.
Secondo le testimonianze il ragazzo ha bussato alla porta con tranquillità e ha chiesto di parlare con una delle alunne. Il professore, non conoscendolo, gli ha chiesto chi fosse. Da lì, la situazione è precipitata. A quel punto il ragazzo si è avvicinato al banco della studentessa, con la quale sembra avesse avuto una relazione. Il docente si è allarmato, anche perché ha visto sporgere dalla sua tasca un manico di legno. Così ha deciso di intervenire.
All’improvviso il ragazzo si è diretto verso una delle finestre, aperta. È salito in piedi sul davanzale e si è lanciato giù. Da qui, sono due i finali alternativi: uno è tragico e immaginabile. L’altro, quello realmente accaduto, è dipeso dalla prontezza del professor Muzzupappa: «L’ho afferrato al piede destro ed è rimasto a penzoloni nel vuoto, ma era impossibile tirarlo su», si limita a confermare.
