Da considerare l’effetto usura che l’estate prolngata ha avuto sulle due squadre
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Fra le gare d’andata degli ottavi di Champions League in programma stasera c’è un PSG-Chelsea che abbiamo visto otto mesi fa. Era il 13 luglio, con il titolo di finale del campionato mondiale per club. La partita fra club più importante del pianeta, almeno dal punto di vista tecnico che il Chelsea fece sua a sorpresa: 3 a 0 al Metallic Stadium del New Jersey.Fu una partita che diede una prima botta al fresco mito, del Paris imbattibile – come in molti avevano pensato dopo la sbalorditiva prestazione di Monaco in finale di Coppa dei Campioni, dove aveva distrutto l’Inter. Il Chelsea, guidato allora da Enzo Maresca, vinse quasi in scioltezza, al punto che il finale venne arroventato dalla rabbia dei parigini che si sentirono un po’ presi per i fondelli. Ma è interessante trattare dell’effetto usura che l’estate prolungata ha avuto sulle due squadre.L’ex imbattibile PSG, per esempio, non è riuscito a qualificarsi fra le prime otto e ha già dovuto superare – non senza fatica perché il Monaco ha venduto cara la pelle – il barrage dei playoff. Era successo anche l’anno scorso, a dirla tutta, ma le premesse erano differenti. Quella era una squadra in costruzione che da gennaio aveva finalmente trovato i propri equilibri. Questa, invece, è stata fin qui una squadra in distruzione. E sto parlando della quantità di infortuni che l’ha colpita da Dembélé in giù. Il Paris, come il Chelsea dopo quella finale, ha concesso tre settimane di vacanza ai propri giocatori, limitando quindi a pochi giorni il lavoro estivo di preparazione alla nuova stagione. Il 13 agosto, un mese dopo, se ricordate, era già in campo a Udine per la Supercoppa Europea vinta ai rigori sul Tottenham. Una tabella de “L’Équipe” di ieri recava dati molto interessanti: calcolando le ultime due stagioni, ovvero partendo dal 1o luglio 2024, il Chelsea e il Real Madrid hanno giocato 109 partite. Il Manchester City 106, il PSG e l’Inter 105: sono i top europei per numero di impegni.Il quotidiano francese aggiunge che i dieci titolari cosiddetti di movimento del PSG, portiere escluso, quindi avevano saltato fra infortuni e turnover, un totale di 51 presenze nelle 35 gare fra gennaio e maggio, una media di 1.45 assenti a partita nelle 40 gare di quest’anno. Gli stessi titolari sono mancati 121 volte, ovvero tre assenti a gara, più del doppio.Non tutti infortuni, c’è anche qualche scelta di turnover, però in generale l’usura è costata al Paris uomini e risultati. Basta guardare la classifica di campionato. Un anno fa, dopo 25 partite, il PSG aveva 16 punti di vantaggio sul Marsiglia, quest’anno ne ha uno soltanto, uno sul Lens. Anche il Chelsea ha pagato l’estate americana perché tra giugno e ottobre ha registrato un picco del 44% in più di guai fisici, grandi o piccoli.Ma il suo massiccio mercato – 11 acquisti, 16 cessioni – ha attenuato gli effetti della stanchezza. Magari a metà stagione ha cacciato Enzo Maresca, molto bravo fin lì perché discuteva troppo le strategie societarie. Ma questo è un altro discorso.
