Il cantautore racconta un percorso che va ben oltre il palcoscenico e rivendica l’importanza dell’ispirazione nella ricerca della propria strada
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Il cantautore, vincitore del Festival di Sanremo 2007, racconta un percorso che va ben oltre il palcoscenico e rivendica l’importanza dell’ispirazione nella ricerca della propria strada. Dopo anni immerso nel ciclone della popolarità ha compiuto una scelta controcorrente tornando alla radice della musica popolare, ai canti della tradizione. Con un bisogno: quello della condivisione. Non la fama, dunque, non il riconoscimento, ma il momento in cui qualcosa di intimo genera emozione nell’altro. Cristicchi racconta di una signora in oncologia che ascoltava "Abbi cura di me" a ripetizione per trovare la forza di andare avanti. "Al di là delle classifiche, quella è stata la cosa più importante." È ciò che lui chiama "la responsabilità del microfono": quando hai un’esposizione, perché sprecarla per parlare di idiozie quando puoi comunicare cose che contano davvero? I suoi più grandi maestri? Li chiama "i Santi Silenziosi" — persone anonime, invisibili al mondo, che insegnano con la vita più che con le parole.
