«Era seduta davanti a me e ho visto che cominciava a tremare, il busto andare su e giù a scatti. Mi sono affacciata per chiederle se stesse bene. Non ha risposto. E ho visto che aveva la saliva alla bocca. In un nanosecondo ho realizzato la situazione e deciso che dovevo aiutarla». Matilde Armelao ha 17 anni, è figlia di un poliziotto che è sindaco di Chioggia, nel Veneziano, e ha messo in atto le manovre imparate al campo scout «Competenza» frequentato lo scorso giugno. «L’ho messa su un fianco, come avevo imparato, in posizione di sicurezza, accertandomi di appoggiarle la testa al sedile, lontano dal finestrino e ho cercato di tenerla, per evitare che cadesse nello spazio tra i sedili». Il telefonino l’ha usato non per fare un video ma per misurare il tempo della crisi epilettica della sua compagna di scuola. Un minuto e mezzo. Nel frattempo, ha cercato se avesse nello zaino la medicina di emergenza. Niente da fare, era rimasta al convitto. Quindi ha impartito direttive. «Ho chiesto all’autista del bus di fermarsi, e ai compagni di allertare i soccorsi». Una studentessa ha chiamato il convitto, un compagno il 118. E tutto è andato per il meglio.
«Matilde, sei stata bravissima. Hai dimostrato sangue freddo, capacità di reazione, intraprendenza, ma soprattutto grande sensibilità aiutando un’amica in difficoltà — i complimenti del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani —. I miei più sinceri complimenti: il tuo gesto dimostra quanto la formazione e il senso di responsabilità possano fare la differenza». Ha fatto il giro del web la vicenda accaduta ieri l’altro ad Asiago, in un bus di linea adoperato dagli studenti del convitto Farina per raggiungere l’istituto Rigoni Stern. I soccorritori hanno fatto i complimenti: grazie alla manovra di messa in sicurezza, la studentessa non ha avuto traumi ulteriori rispetto alla morsicatura del labbro.
