La manifestazione per l’8 marzo: studenti e insegnanti insieme nel protestare contro le politiche del governo Meloni
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Da una parte, studentesse e studenti che vogliono congedo mestruale, carriere alias, consultori, educazione affettiva in classe. Dall’altra, insegnanti che denunciano il paradosso di una scuola pubblica «estremamente femminilizzata» (le donne sono in media «all’82%», ma la maggior parte negli ordini di scuola dell’infanzia e della primaria, «dove gli stipendi sono più bassi») in cui il tema del soffitto di cristallo è ancora presente. Sono queste le due anime della manifestazione di Bologna promossa da Usb scuola e dal collettivo studentesco Osa. A fronte di un governo che sta «investendo nel riarmo e sostenendo uno scenario di guerra globale», togliendo fondi a welfare e scuola, «deprivati da politiche di austerità da decenni». Davanti all’Ufficio scolastico regionale, sono in 100 a protestare contro le politiche del governo Meloni. . «Abbiamo scritto la "mozione 8 marzo" per l’inserimento dell’educazione sessuale affettiva gratuita obbligatoria per tutti, del congedo mestruale e delle carriere alias, e anche perché le nostre scuole si schierino contro il nuovo ddl Bongiorno che è assolutamente nemico delle donne, che legittima in pratica e lo stupro. Tutto questo è gravissimo».
