Mattinata movimentata alla Camera dei deputati dove oggi si discuteva del controverso ddl Valdidara sul consenso informato a scuola. Oggetto del contendere è la nuova disciplina sulle attività di educazione affettiva e sessuale in classe, negata dal nuovo provvedimento alle materne e alle elementari, “salvo casi previsti dalla indicazioni nazionali” , ammessa invece alle medie e al liceo ma solo con “consenso dei genitori”.
Le parole di Valditara in Aula
Dopo giorni di polemiche vivaci da parte del centrosinistra oggi il ministro è intervenuto in Aula per difendere la legge: “È stato detto che impedirebbe l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, di informare i nostri giovani sui rischi delle malattia sessualmente trasmesse. E’ falso", ha tuonato il ministro, ribadendo che le “indicazioni nazionali già prevedono l’educazione alle differenze sessuali, alla conoscenza degli apparati riproduttivi, dei rischi delle malattie sessualmente trasmesse e dello sviluppo puberale”. Valditara ha accusato l’opposizione di “sfruttare un tema così delicato come quello dei femminicidi”. “Sono indignato che abbiate detto che questa legge impedisca la lotta contro i femminicidi, vergognatevi”, ha detto.
L’ira delle opposizioni
Alla Camera scoppia la bagarre. Quel "’vergognatevi’ deve essere ritirato, parole così indegne non solo sono una offesa alle opposizioni, ma di tutto il Parlamento”, insorge Andrea Casu del Pd, subito dopo il discorso di Valditara. Gli fa eco il deputato M5s, Andrea Quartini che parla di “oltraggio alla democrazia”. Per il pentastellato è “inaccettabile che un ministro venga in Parlamento a contraddire apertamente la propria funzione. Ciò che rende tutto ancora più grave è l’aggressività e la violenza con cui si è scagliato contro l’opposizione in quest’aula. Un’opposizione che stava semplicemente contestando ciò che è nero su bianco in una proposta di legge regressiva e nociva sul consenso informato”. Anche Riccardo Magi di +Europa lamenta una “totale mancanza rispetto per il parlamento e per le opposizioni”.
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