Fuori dall’istituto Versari-Macrelli di Cesena è andato in scena un match di kickboxing improvvisato che ha coinvolto due studenti sotto gli occhi di decine di compagni.
Più che la violenza dello scontro in sé, a colpire è l’atteggiamento della folla: nessuno è intervenuto per fermarli o ha chiamato i soccorsi; al contrario, tutti erano impegnati a filmare la scena con i cellulari per renderla virale.
Il dirigente scolastico, Giuseppe Messina, è caduto dalle nuvole dichiarando di non aver ricevuto segnalazioni e arrivando a ipotizzare (quasi per speranza) che il video potesse essere un falso creato con l’intelligenza artificiale.
Purtroppo, la realtà sembra ben diversa e si inserisce in una serie di precedenti inquietanti nella zona, dai “fight club” clandestini al Foro Annonario fino a vere e proprie spedizioni punitive con armi bianche avvenute negli anni passati.
Esperti e istruttori sportivi, come l’ex campione Igor Ronchi, avvertono da tempo della pericolosità di questi scontri in strada, dove la mancanza di protezioni e regole espone i ragazzi a danni fisici permanenti. Resta l’allarme per un disagio giovanile che trasforma la violenza in spettacolo da social media, una sfida educativa enorme per scuole e famiglie.
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