🕊️ C’è una domanda che attraversa i secoli e non smette di inquietare: chi è davvero Giuda? Il traditore per eccellenza o l’uomo che ha permesso il compiersi della salvezza? Nel film "Il vangelo di Giuda", Giulio Base prova a scardinare la risposta più comoda e a restituirci un personaggio che non si lascia più giudicare a distanza di sicurezza. Lo fa con un gesto radicale: costringerci a guardarlo da dentro.
🎥 Il film – scritto e diretto dallo stesso Base, tratto da una rilettura originale dei Vangeli e al cinema dal 2 aprile – si muove su un terreno pericoloso, quello del sacro, senza mai indulgere nello scandalo facile. “Ci vuole rispetto”, racconta il regista. E lo si percepisce: non è un’operazione provocatoria, ma un attraversamento. Quasi, come suggerisce lui stesso, “un piccolo ritiro spirituale”.
Giuda (voce di Giancarlo Giannini) nasce nel dolore e cresce nella violenza fino a diventare sfruttatore; l’incontro con Gesù (Vincenzo Galluzzo) lo trasforma e lo conduce tra gli apostoli, ma il suo destino resta segnato da un tradimento che diventa sacrificio. Accanto a loro, Darko Perić è un Pietro potente e fragile, mentre Rupert Everett, Paz Vega e Abel Ferrara completano un cast internazionale.
👁️ La scelta più sorprendente ed evocativa è sicuramente quella di non mostrare mai il volto di Giuda. La macchina da presa diventa i suoi occhi, e lo spettatore, inevitabilmente, il suo corpo. “Siamo tutti un po’ Giuda”, dice Base. Non è una provocazione: è un invito.
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