L’amore è una forza primitiva: non chiede permesso, non rispetta i programmi, non segue manuali. È proprio per questo che l’arte continua a tornare lì, ostinatamente. Perché raccontare l’amore significa raccontare ciò che siamo quando smettiamo di difenderci. Nell’episodio di SediciNoni dedicato a 2 cuori e 2 capanne, nelle sale dal 22 gennaio, l’impressione netta è che Edoardo Leo, Claudia Pandolfi e Massimiliano Bruno non stiano semplicemente parlando di un film, ma di una domanda che li riguarda come esseri umani prima ancora che come artisti.
Il film, diretto e scritto da Massimiliano Bruno, mette in scena una situazione apparentemente classica per poi scardinarla dall’interno. Alessandra (Claudia Pandolfi) è un’insegnante di liceo brillante, femminista, indipendente. Valerio (Edoardo Leo) è un preside appena nominato, convinto di essere moderno ma ancora pieno di automatismi tradizionali. Si incontrano per caso, vivono una notte di passione, poi scoprono di lavorare nella stessa scuola. E, come spesso accade nella vita, niente va più secondo i piani. Il titolo suggerisce già la deviazione: una famiglia possibile, sì, ma senza l’obbligo di abitare lo stesso spazio, fisico o mentale.
Durante l’intervista emerge subito un tema centrale: quanto siamo davvero liberi nelle scelte sentimentali e quanto invece ripetiamo modelli ereditati.
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