C’è ancora bisogno di raccontarlo, l’amore? Sì. E ancora di dirlo ad alta voce quando rientra nella sigla LGBTQIA+, perché il mondo continua a trattarlo come diverso. È da qui che nasce la conversazione con Flaminia Graziadei, Nina Pons e Melanie Liburd per il vodcast SediciNoni: da una domanda che non dovrebbe più esistere.
"A Year in London", dal 14 aprile al cinema, racconta una storia semplice e rivoluzionaria: Olivia si trasferisce a Londra e incontra Nina. Tra loro nasce un legame che attraversa differenze e paure, mostrando che l’amore è solo amore.
Non è un film militante, ma quotidiano. E proprio questa normalità diventa politica. Perché se serve ancora distinguere il “cinema LGBTQIA+”, significa che la normalizzazione non è completa.
Il film attraversa anche il conflitto: differenze, paure, limiti sociali. Ma alla fine resta una parola chiave: scelta. Scegliere di amare, di esporsi, di essere sé stessi.
Il vodcast #sedicinoni con Giulia Carla De Carlo continua su quotidiano.net, nella sezione “Magazine” 🎬
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