Ha ucciso per paura, per difendere gli amici. Questa la motivazione addotta al gip del Tribunale dei minorenni di Taranto, Paola Morelli, dal 15enne unico reo confesso della morte di un uomo del Mali, Sako Bakari, 35 anni, avvenuta il 9 maggio scorso in piazza Fontana, a Taranto.
Insieme al ragazzo – che ha aggiunto di "essere dispiaciuto – oggi sono stati ascoltati dal Gip altri tre coetanei, tutti tra i 15 e i 16 anni, che hanno invece raccontato di non essersi accorti che il loro amico aveva aggredito Sako Bakari e che questi stesse perdendo sangue. Però hanno in qualche modo partecipato all’aggressione. Coinvolti anche due adulti, due ventenni, Fabio Sale e Cosimo Colucci.
Per tutti l’accusa è di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
Poco prima dell’aggressione, all’alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto, circa le 5 del mattino, ci sarebbe stata una discussione con la vittima nella piazza. Aggressione verbale – come confermano le telecamere di sorveglianza – prima davanti al bar poi, secondo la versione dei ragazzi, Sako Bakari avrebbe estratto il cellulare, e li avrebbe filmati con il telefonino.
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