Quando nel 2023 Michela Murgia pubblicò Tre ciotole, nessuno poteva leggerlo senza sentire il peso del tempo che scivolava via. Era il testamento narrativo di una scrittrice che, mentre consegnava al pubblico una raccolta di storie intime e taglienti, sapeva già di avere davanti un orizzonte limitato.
Dentro quelle pagine, la scrittura diventava corpo, dolore, amore e malattia. E, con lei, la scoperta del tumore che l’avrebbe portata via poco dopo. Non un addio, ma una consegna: la letteratura come modo per dire l’indicibile, per affrontare la trasformazione di sé e degli altri.
Ora Tre ciotole diventa un film, in uscita il 9 ottobre, diretto da Isabel Coixet, regista spagnola dalla sensibilità raffinata, capace di raccontare intimità e silenzi con uno sguardo che non indulge mai nella retorica. La sua macchina da presa si avvicina ai personaggi senza forzarli, lasciando che i loro vuoti e i loro gesti minimi diventino linguaggio. Non un dramma costruito a tavolino, ma un percorso di sottrazioni: spazi domestici sospesi, dettagli che svelano più di mille parole, corpi che parlano con le fragilità.
I protagonisti sono Alba Rohrwacher ed Elio Germano. Ed è proprio con loro che, nel vodcast SediciNoni, ci si è immersi dentro questo universo fragile e potente.
L’intervista di Giulia Carla De Carlo continua su quotidiano.net o sul nostro canale YouTube ?
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