Impiegata, e madre da pochi mesi, si era appisolata durante la pausa pranzo ma era stata scoperta e licenziata dalla ditta dove lavorava da anni, ora il Tribunale di Varese ha stabilito che il provvedimento dell’azienda era stato assolutamente illegittimo e la donna dovrà essere indennizzata con 15 mensilità, circa 35 mila euro, più Tfr e contributi.
L’episodio era avvenuto tre anni fa quando la 35enne, assunta a tempo indeterminato come impiegata amministrativa di una ditta del Varesotto, ad aprile del 2023 aveva timbrato il cartellino per uscire in pausa pranzo intorno alle 13. Dopo nemmeno mezz’ora però aveva deciso di rientrare in azienda e di dedicare gli ultimi 30 minuti di pausa a riposare, per recuperare un po’ di sonno arretrato, visto che il bimbo piccolo la faceva dormire poco. La ragazza, che soffriva anche di ansia e attacchi di panico, era entrata nell’infermeria dell’azienda, dove si era stesa su un divanetto e si era addormentata. Solo che al rientro anticipato dal pranzo aveva istintivamente timbrato il cartellino, un gesto che da lì a poco le sarebbe costato il posto di lavoro. Alcuni colleghi l’avevano trovata sul divano dell’infermeria a dormire e purtroppo per lei se ne erano accorti anche i suoi superiori. L’azienda a quel punto aveva avviato un procedimento disciplinare a suo carico e a maggio dello stesso 2023 la neomamma era stata licenziata.