Al primo posto restano i frammenti di plastica. Ma subito dopo arrivano i mozziconi di sigarette come cause principali dell’inquinamento delle nostre spiagge. I recenti dati diffusi da Legambiente sono a dir poco allarmante: «In media ci sono 77 “cicche” ogni cento metri lineari di litorale». Plastica e mozziconi: un mix micidiale per l’ambiente. E la principale causa di questo degrado sono il vicino di ombrellone, il vacanziero, il distratto: insomma noi. «È un’emergenza silenziosa», come la definisce l’associazione ambientalista, che ogni anno si ripresenta puntuale con la bella stagione. E per far fronte e per sensibilizzare i frequentatori dei nostri mari Legambiente ha organizzato «Spiagge e fondali puliti 2026» che si terrà da venerdì 10 a domenica 12 aprile in tutta la Penisola: iniziativa che prevede 80 attività di pulizia in 16 regioni.
A scattare la preoccupante fotografia del degrado è stata l’indagine Beach Litter che Legambiente ha diffuso in occasione della Giornata nazionale del mare (11 aprile) e in vista del grande week-end di mobilitazione. «In 12 anni di monitoraggi, dal 2014 al 2026 – viene spiegato – sono ben 50.053 i mozziconi di sigaretta raccolti e catalogati da Legambiente in 653 transetti. Parliamo di una media di 77 “cicche” ogni 100 metri lineari di spiaggia. Dati che valgono ai mozziconi il secondo posto in classifica tra i materiali più trovati sui lidi, dopo i frammenti in plastica che si piazzano al primo posto: 61.785 quelli raccolti.
