I familiari delle vittime dell’incidente ferroviario del 2009 si sono ritrovati nel tradizionale corteo. Daniela Rombi: «Quest’anno ha un sapore diverso»
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«Quest’anno il corteo commemorativo ha un sapore diverso. Mi sento più leggera. Le condanne sono diventate definitive e sappiamo di aver avuto un brandello di giustizia. Abbiamo lottato per 17 anni per i nostri cari che non ci sono più e questo verdetto arrivato pochi giorni fa da Roma è dedicato a loro». Così Daniela Rombi lunedì sera, alla consueta camminata annuale che ogni 29 giugno ricorda la strage ferroviaria del 2009 nella quale persero la vita 32 persone. Rombi, presidente dell’Associazione Il Mondo che Vorrei che racchiude i familiari delle vittime, si è soffermata sulla recente sentenza della Cassazione – settimo grado di giudizio di un processo iniziato nel novembre 2013 a Lucca – che ha reso definitive le condanne per gli 11 imputati rimasti in un procedimento che all’inizio ne contava 33 e che, nel corso degli anni, ha visto finire in prescrizione 3 dei 4 capi di imputazione iniziale: incendio colposo, lesioni colpose gravi e gravissime, omicidio colposo. È rimasto in piedi il solo disastro ferroviario colposo, sufficiente però per aprire le porte del carcere per Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie all’epoca dei fatti. Moretti, condannato in via definitivo a 5 anni di reclusione, si è costituito venerdì e si trova adesso incarcerato a Orvieto. Il corteo, aperto dal ricordo di alcune persone da sempre vicine ai familiari delle vittime e anche loro scomparse di recente – fra queste la giornalista de Il Tirreno Donatella Francesconi e il «prete – operaio» don Luigi Sonnenfeld – si è mosso dalla chiesina dei Pescatori della Darsena verso la Passeggiata, per poi raggiungere nel finale via Ponchielli. «Il nostro impegno – assicura Rombi – non finisce qua: abbiamo sempre lottato per verità, giustizia e più sicurezza sulle ferrovie. Due risultati li abbiamo ottenuti, adesso manca il terzo e faremo il massimo per arrivare anche a quello».