Le acque cristalline dell’atollo di Vaavu, note per la bellezza mozzafiato delle loro grotte coralline, hanno “preso” i corpi di cinque connazionali legati tra loro da un filo rosso che intrecciava inestricabilmente vita accademica, amore per il mare e la ricerca di una nuova libertà professionale. Al centro di questo dramma si staglia il dipartimento Distav dell’Università di Genova. Qui lavoravano due delle vittime, colonne portanti di un team di ricerca che faceva del monitoraggio ambientale una missione di vita.
Monica Montefalcone, 51 anni, era una figura carismatica, una scienziata di respiro internazionale che aveva dedicato ogni energia alla salvaguardia degli ecosistemi costieri. Laureata con lode a Milano e perfezionatasi a Genova, era professore associato di Ecologia e aveva ottenuto proprio nel 2025 l’abilitazione scientifica a professore ordinario. La sua firma compariva su oltre cento pubblicazioni; la sua voce era quella che, nei programmi di divulgazione scientifica come ’Sapiens’ o ’Geo’, spiegava con rigore e pacatezza la fragilità delle barriere coralline e della Posidonia oceanica.
“Greenpeace Italia esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e delle altre persone morte ieri durante un’immersione alle Maldive. Monica Monfalcone, ricercatrice del Distav dell’Universita’ di Genova, e’ stata una storica collaboratrice dell’associazione ambientalista per il progetto “Mare Caldo” sugli effetti della crisi climatica nel Mediterraneo e per il progetto “AMPower” sull’allargamento delle aree marine protette italiane. Questa tragedia ci ha colpito profondamente. Vogliamo esprimere alla famiglia di Monica Montefalcone il nostro piu’ sentito cordoglio”. Lo scrive Greenpeace in un comunicato, l’organizzazione ha anche ricordato la ricercatrice con un video che la ritrae impegnata per il progetto “Mare Caldo” a Tavolara (Sardegna), Capo Milazzo (Sicilia) e Ventotene (Lazio).
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