La petroliera «Rong Lin Wan», un gigante dei mari da 250 metri di lunghezza, costeggia in questi giorni l’Africa occidentale. Quando approderà al porto di Rotterdam, in Olanda, nel tardo pomeriggio del 9 aprile, sarà l’ultima nave piena di cherosene per aerei ad aver lasciato il Golfo Persico con destinazione l’Europa. Partita il 26 febbraio da Mina Al Ahmadi (Kuwait) con destinazione iniziale Malta, secondo Marine Traffic, ha fatto giusto in tempo ad attraversare lo Stretto di Hormuz prima del blocco da parte dell’Iran. Dopo di essa, dal Medio Oriente non arriverà più alcuna goccia di jet fuel per i vettori europei.
La petroliera battente bandiera di Singapore spiega perché, dentro le aviolinee del continente, c’è preoccupazione. «Secondo le nostre proiezioni, da fine aprile, inizio maggio, ci ritroveremo con la metà del cherosene a disposizione in Europa», spiega al Corriere il capo delle operazioni di una delle più grandi aviolinee. «Forse riusciamo a guadagnare 3-5 settimane ricorrendo a una parte delle scorte strategiche e ritardando le operazioni di pulizia delle raffinerie, che di solito avvengono in primavera. Ma non sarà sufficiente».
Una delle conseguenze più significative della guerra tra Usa/Israele e Iran tocca proprio il trasporto aereo. L’Europa non importa enormi quantità di greggio dal Golfo, ma circa la metà del jet fuel presente negli aeroporti europei proviene dalle raffinerie che si trovano nello Stretto di Hormuz, stando all’analisi sui documenti ufficiali. Un’altra fonte significativa è l’India, ma con la crisi che colpisce di più il Sud-est asiatico, ora le petroliere stanno deviando verso oriente, dove le società hanno margini di guadagno maggiori.
